Manaslu Circuit Trekking
Villaggi tibetani, Manaslu Base Camp, confine con il Tibet e Larkya La: uno dei grandi circuiti più remoti dell’Himalaya.

Partenza
Kathmandu

Periodo
Apr – Mag
Ott -Nov

Durata
16 gg

Difficoltà
Media

Km giornalieri
10-15 km

Altitudine Max
Larkya La Pass
5.160 mt
31 ottobre 2026
Giorno 01: arrivo a Kathmandu, trasferimento all’hotel.
Giorno 02: trasferimento in jeep da Kathmandu a Machhakhola
Giorno 03: trekking da Machhakhola a Jagat (6-7 ore)
Giorno 04: trekking da Jagat a Deng (7-8 ore)
Giorno 05: trekking da Deng a Namrung (7-8 ore)
Giorno 06: trekking da Namrung a Shyala (5-6 ore)
Giorno 07: trekking da Shyala al Monastero di Pungyen Gumba e ritorno a Samagaun (5-6 ore)
Giorno 08: trekking da Samagaun a Manaslu Base Camp e ritorno a Samagaun (8-9 ore)
Giorno 09: trekking da Samagaun a Samdo (3 ore)
Giorno 10: trekking da Samdo al confine con il Tibet attraverso il Rui La Pass (4.998 m) e ritorno a Samdo (7–8 ore).
Giorno 11: trekking da Samdo a Dharamsala (3-4 ore)
Giorno 12: trekking da Dharamsala a Bimthang, attraverso il Larkya La Pass (5.160 mt) (8-9 ore)
Giorno 13: trekking da Bimthang a Gowo (4-5 ore)
Giorno 14: trekking da Gowo a Dharapani (2-3 ore) e trasferimento in jeep a Besisahar (4-5 ore)
Giorno 15: trasferimento in jeep da Besisahar a Kathmandu
Giorno 16: giorno di riserva o visita a Kathmandu
Richiedi maggiori informazioni
- Trasferimenti: Trasferimenti di arrivo e partenza dall’aeroporto internazionale di Kathmandu.
- Alloggio a Kathmandu: 3 notti in hotel a 3 stelle in camera doppia (singola su richiesta) con prima colazione (con opzioni vegetariane e vegane).
- trasferimentI a Besisahar e Machhakhola: andata e ritorno in autobus o jeep
- Alloggio durante il Trekking: Pernottamenti in lodge a conduzione famigliare.
- Prima colazione durante il Trekking: colazione nel lodge (con opzioni vegetariane e vegane), inclusi tè e caffè.
- Acqua Potabile: 2 litri di acqua bollita da portare in borracce o thermos al giorno per membro.
- Guida: Guida locale certificata con ottima conoscenza dell’inglese e, dove disponibile, dell’italiano.
- Portatori: 1 portatore ogni 2 escursionisti per il trasporto del bagaglio personale durante il trekking, massimo 13 kg a partecipante.
- Borsone: Borsone per il trasporto bagaglio durante il trekking (consegna a Kathmandu).
- Permessi: Permessi necessari per il trekking al Manaslu Circuit, comprensivi del Manaslu Conservation Area (MCAP) e Annapurna Conservation Area (ACAP).
- Assicurazione: Assicurazione per tutto il personale nepalese coinvolto.
- Medical Kit: Kit medico di primo soccorso
- Volo internazionale da e per Kathmandu
- Visto di ingresso in Nepal: (50$ per 30gg)
- Pernottamenti aggiuntivi a Kathmandu: in caso di arrivo anticipato o partenza posticipata, o in caso di ritorno anticipato dal trekking (per qualsiasi motivo) rispetto all’itinerario previsto.
- Camera singola a Kathmandu: è possibile richiedere un preventivo per la camera singola con un supplemento di circa 25€ a notte.
- Pranzi e cene a Kathmandu: è possibile richiedere un preventivo per la pensione completa
- Pranzi e cene durante il trekking: è possibile richiedere un preventivo per la pensione completa con un supplemento di circa 25€ al giorno.
- Assicurazione: Assicurazione di viaggio e di alta quota, incidenti, medica, evacuazione d’emergenza.
- Spese Personali: SIM telefonica nepalese, bibite, bevande alcoliche, equipaggiamento personale, souvenir e acquisti vari.
- Mance
- Altri Costi: Qualsiasi voce non elencata nella sezione “Cosa è incluso nel prezzo”.
Che paesaggi ti aspettano al trekking in Himalaya al Manaslu Circuit?
La nostra esperienza al vostro servizio per accompagnarvi al Manaslu Circuit Trekking
- Scarponi da montagna o scarponcini da trekking: robusti e comodi per terreni impervi.
- Calzettoni da montagna: sufficienti per il cambio giornaliero.
- Strati base in lana merino o sintetici: comprensivi di maglia e pantaloni lunghi.
- Maglia intermedia traspirante: per un ulteriore isolamento termico.
- Intimo tecnico: adatto a mantenere il corpo asciutto.
- Giacca impermeabile con cappuccio: per protezione da vento e leggere precipitazioni.
- Copri pantaloni impermeabili: traspiranti e resistenti all’acqua.
- Giacca imbottita con cappuccio: ad alta capacità termica per il freddo estremo.
- Pantaloni tecnici imbottiti: per la protezione completa contro pioggia e neve.
- Maglia e sottopantaloni termici: comodi per il movimento.
- Guanti leggeri e traspiranti: per giornate calde.
- Guanti con fodera isolante: per le condizioni più fredde e ventose.
- Cappello invernale: in lana o materiale sintetico.
- Cappello da sole: per proteggere dal sole intenso.
- Crema solare: grado 50 o superiore
- Occhiali da sole con protezione UV: indispensabili per la forte radiazione solare ad alta quota.
- Zaino da trekking: impermeabile e leggero, adatto per portare l’equipaggiamento necessario (consigliato 20 lt).
- Sacco a pelo: classificato per temperature estremamente basse, fino a -20°C o inferiore.
- Lampada frontale
- Adattatore universale: per ricaricare il cellulare, macchina fotografica, ecc
- Power bank: nei lodge ad alta quota non è garantita la presenza di corrente elettrica
- Borraccia e thermos capienti: almeno 2 litri complessivi
* E’ possibile comprare o noleggiare direttamente a Kathmandu l’eventuale equipaggiamento mancante.
F.A.Q. (Frequently Asked Questions)
Il Manaslu Circuit è adatto a escursionisti adulti in buona salute, con spirito di adattamento e già abituati a camminare in montagna per più giorni consecutivi.
Non sono necessarie competenze alpinistiche, ma è un trekking lungo e relativamente remoto, con molte ore di cammino, strutture più essenziali rispetto alle zone dell’Everest e dell’Annapurna e un passo oltre i 5.000 metri.
Come impegno fisico sono trekking comparabili: entrambi richiedono molti giorni di cammino e attraversano un passo sopra i 5.000 metri.
Il Manaslu è però più remoto e presenta strutture e servizi più essenziali. L’Annapurna Circuit offre una maggiore varietà di lodge e infrastrutture, mentre sul Manaslu si percepisce maggiormente l’isolamento, soprattutto entrando nell’alta valle.
Una delle caratteristiche più affascinanti è il lungo avvicinamento all’alta montagna. Si parte da quote relativamente basse risalendo per giorni la valle del Budhi Gandaki, tra gole, foreste, ponti sospesi e villaggi, mentre il paesaggio diventa progressivamente sempre più himalayano.
Nell’alta valle entriamo nei villaggi di cultura tibetana, raggiungiamo Pungyen Gompa, il Manaslu Base Camp e Samdo. Da qui lasciamo il percorso principale per seguire l’antica via commerciale verso il Lajyang Bhanjyang (Rui La), al confine con il Tibet, entrando in una valle d’alta quota quasi completamente isolata e frequentata dal leopardo delle nevi e dalle sue prede naturali.
Solo successivamente torniamo sul circuito principale e affrontiamo il Larkya La. Superato il passo il paesaggio cambia ancora completamente con la discesa nella spettacolare valle glaciale di Bimthang.
È proprio questa progressione, dalle vallate più basse all’ambiente tibetano dell’alto Manaslu, fino al confine e al Larkya La, a rendere questo trekking così diverso dagli altri grandi circuiti del Nepal.
In teoria sì, ma sarebbe scorretto prometterlo: vedere direttamente un leopardo delle nevi è estremamente raro, anche per chi vive in queste montagne.
Il Manaslu è però uno dei suoi habitat naturali in Nepal. In particolare, l’alta valle intorno a Samdo e la deviazione verso il Lajyang Bhanjyang (Rui La), al confine con il Tibet, attraversano pascoli alpini frequentati dai bharal, una delle principali prede del leopardo delle nevi.
Durante questa escursione è molto più realistico osservare le tracce della sua presenza: impronte, escrementi e altri segni lasciati sul terreno o sulla neve. Le nostre guide ne incontrano regolarmente lungo questa valle e sanno riconoscerli.
Per noi anche questo fa parte del fascino del Manaslu: camminare per ore in un ambiente così isolato sapendo che uno dei grandi predatori dell’Himalaya vive realmente su quelle montagne, anche se quasi certamente non si farà vedere.
Sì, il Manaslu Circuit è generalmente meno frequentato dei grandi percorsi dell’Everest e dell’Annapurna. Anche qui, però, nelle settimane centrali di ottobre e novembre il percorso principale può iniziare a essere affollato e si possono incontrare diversi gruppi.
Il nostro itinerario aggiunge però la salita al Manaslu Base Camp e l’escursione verso il Lajing La Pass, al confine con il Tibet, due deviazioni fuori dal percorso più frequentato dove normalmente non arriva quasi nessuno. È proprio questa combinazione a permetterci di vivere il Manaslu nella sua dimensione più selvaggia e remota, entrando in valli isolate e lontano dai flussi principali del circuito.
Il carattere remoto del trekking deriva quindi non soltanto dal numero di trekker: i villaggi sono più piccoli, le strutture turistiche più semplici e l’alta valle conserva ancora una forte identità tibetana.
Consigliamo di arrivare alla partenza abituati a escursioni di 6–8 ore, aumentando progressivamente distanza e dislivello nelle settimane precedenti.
Sono particolarmente utili trekking con 800–1.200 metri di dislivello e attività cardiovascolare regolare. Più della velocità conta la capacità di camminare a passo costante per molte ore e recuperare bene per il giorno successivo.
La maggior parte delle giornate prevede circa 5–7 ore di cammino e 10–15 km. Alcune tappe sono più lunghe: la salita al Manaslu Base Camp e soprattutto la giornata del Larkya La possono richiedere 8–9 ore.
Nelle prime giornate il dislivello viene guadagnato gradualmente lungo la valle, mentre la parte più impegnativa si concentra nell’alto Manaslu.
Il nostro itinerario utilizza le giornate nell’alto Manaslu non semplicemente per fermarsi, ma per salire di quota durante il giorno e tornare a dormire più in basso.
Da Shyala raggiungiamo Pungyen Gompa, da Samagaun saliamo verso il Manaslu Base Camp e da Samdo trascorriamo un’altra giornata in quota verso il confine con il Tibet. Solo successivamente proseguiamo verso Dharamsala e il Larkya La.
Questa progressione permette di trascorrere diversi giorni in quota prima di affrontare il punto più alto del circuito.
Il Larkya La, a circa 5.160 metri, non richiede normalmente tecniche alpinistiche, corde o arrampicata. È però una giornata lunga in alta quota e le condizioni possono cambiare molto in presenza di neve, ghiaccio e vento.
Si parte molto presto al mattino e la percorribilità del passo viene sempre valutata dalle guide in base alle condizioni effettive.
Perché vogliamo utilizzare il tempo trascorso nell’alta valle anche per esplorare luoghi che non si trovano direttamente lungo il percorso principale.
Pungyen Gompa si trova in una grande valle glaciale dominata dal Manaslu ed è uno dei luoghi culturalmente e paesaggisticamente più belli del circuito. Da Samagaun dedichiamo invece una giornata alla salita verso il Manaslu Base Camp, avvicinandoci ai ghiacciai e alla parete della montagna prima di tornare a dormire più in basso.
Entrambe le escursioni contribuiscono anche all’acclimatamento.
Da Samdo dedichiamo una giornata a seguire l’antica via commerciale utilizzata per secoli dagli abitanti della valle per gli scambi con il Tibet.
La giornata porta verso la frontiera Nepal-Tibet, a quasi 5.000 metri, prima di tornare a Samdo per il pernottamento. È una delle escursioni più particolari del nostro itinerario e permette di conoscere una parte della valle che molti trekker non visitano.
La cosa più importante è salire gradualmente, rispettare il proprio ritmo e utilizzare correttamente le giornate di acclimatamento.
Consigliamo di bere molta acqua, mangiare regolarmente, evitare alcolici e non cercare di seguire il passo di partecipanti più veloci. Le guide controllano quotidianamente le condizioni del gruppo e, in presenza di sintomi importanti, la priorità è fermarsi o scendere di quota.
Consigliamo soprattutto la primavera, tra aprile e maggio, e l’autunno, tra fine ottobre e novembre.
L’autunno offre generalmente condizioni molto stabili e grande visibilità, mentre in primavera le temperature sono progressivamente più miti. In inverno neve e ghiaccio possono rendere il Larkya La difficile o temporaneamente impraticabile; durante il monsone le forti precipitazioni interessano soprattutto la parte bassa della valle.
La lingua inglese è sempre garantita: tutte le nostre guide nepalesi che accompagnano clienti internazionali parlano inglese.
Quando disponibili possiamo inoltre assegnare guide con una buona conoscenza dell’italiano o del tedesco. Queste lingue non sono però garantite su tutte le partenze: se per te sono importanti, segnalacelo prima della prenotazione e verificheremo la disponibilità della guida più adatta.
L’alto Manaslu è classificato dal Nepal come Restricted Area, una zona in cui l’accesso degli escursionisti stranieri è regolamentato in modo più rigoroso rispetto ai normali trekking.
Questo significa che non è possibile organizzare il trekking completamente in autonomia: il permesso speciale deve essere richiesto attraverso un’agenzia di trekking registrata e il viaggio deve essere accompagnato da una guida autorizzata.
Per il nostro itinerario sono necessari il Restricted Area Permit del Manaslu, il Manaslu Conservation Area Permit (MCAP), l’Annapurna Conservation Area Permit (ACAP) per la parte finale del circuito e la TIMS Card.
Himalaya Exped gestisce direttamente tutta la documentazione necessaria e i permessi sono inclusi nel viaggio.
Sì. Dal marzo 2026 il Nepal permette anche a un singolo trekker straniero di ottenere il permesso per le Restricted Area.
Non è però consentito percorrere il Manaslu completamente in autonomia: anche per un solo partecipante il permesso deve essere organizzato attraverso un’agenzia registrata ed è obbligatorio essere accompagnati da una guida autorizzata.
Sì. Chiediamo a tutti i partecipanti un’assicurazione di viaggio che copra trekking e soccorso oltre i 5.000 metri, comprese eventuali spese mediche e l’evacuazione d’emergenza in elicottero.
Sul Manaslu questo è particolarmente importante perché alcune zone dell’alta valle sono isolate e lontane dalle normali infrastrutture stradali.
A Kathmandu ti consegneremo un borsone da affidare ai portatori. Prevediamo normalmente un portatore ogni due partecipanti, con un massimo di 13 kg di bagaglio personale per persona.
Il borsone viene trasportato fino alla tappa successiva e sarà nuovamente disponibile una volta raggiunto il lodge.
È un dubbio che comprendiamo, ma il problema non è utilizzare i portatori: è il modo in cui vengono trattati. Il lavoro come portatore o guida rappresenta per molte famiglie delle regioni di montagna una delle poche opportunità di reddito legate al turismo e rinunciare per principio al loro lavoro non significa necessariamente aiutarle.
Per Himalaya Exped i portatori fanno parte della squadra. Lavoriamo con persone locali, garantiamo condizioni di lavoro dignitose, assicurazione durante il trekking e limiti precisi al peso trasportato. Prevediamo normalmente un portatore ogni due partecipanti e un massimo di 13 kg di bagaglio personale per ciascun viaggiatore.
Il turismo responsabile, per noi, non significa togliere lavoro alle comunità locali, ma assicurarsi che quel lavoro venga svolto con dignità, in sicurezza e retribuito correttamente.
Durante il trekking porterai soltanto uno zaino leggero, indicativamente da 20–25 litri, con acqua, giacca impermeabile, uno strato caldo, crema solare, occhiali, documenti, macchina fotografica e ciò che può servirti durante la giornata.
Il resto dell’equipaggiamento viaggia nel borsone affidato ai portatori.
Tutto ciò che non serve durante il trekking può essere lasciato in sicurezza presso l’hotel a Kathmandu e recuperato al rientro.
Durante il percorso è quindi sufficiente avere il borsone affidato ai portatori e il piccolo zaino giornaliero.
Durante il Manaslu Circuit dormiamo in tea house e piccoli lodge a conduzione familiare. Nella parte bassa del percorso le strutture sono relativamente semplici ma confortevoli e in alcuni casi è possibile trovare camere con bagno privato.
Salendo verso Namrung, Samagaun e Samdo i lodge diventano progressivamente più essenziali e il bagno condiviso è molto più frequente. A Dharamsala, prima del Larkya La, bisogna aspettarsi una sistemazione particolarmente semplice.
Le nostre guide cercano sempre la migliore soluzione disponibile, ma sul Manaslu il bagno privato non può essere garantito in molte delle tappe. Le camere non sono normalmente riscaldate; quando disponibile, viene riscaldata la sala da pranzo comune.
Sì. Le camere non sono riscaldate e nell’alta valle le temperature notturne possono scendere molto sotto lo zero.
Consigliamo un sacco a pelo con temperatura comfort di circa -20 °C. Se non ne possiedi uno adatto alle condizioni dell’Himalaya, puoi noleggiarlo a Kathmandu prima della partenza.
Himalaya Exped fornisce ogni mattina 2 litri di acqua potabile per partecipante, da portare nella propria borraccia o thermos.
Nei lodge è normalmente possibile acquistare altra acqua bollita o imbottigliata. L’acqua proveniente direttamente da rubinetti, fontane o corsi d’acqua non va bevuta senza essere prima bollita, filtrata o trattata con un prodotto per la potabilizzazione.
Nei lodge si trova una cucina semplice: Dal Bhat, noodles, zuppe, riso, patate, pasta, uova, momo e diversi piatti vegetariani.
Nella parte bassa della valle la scelta è abbastanza ampia, mentre salendo verso Samagaun, Samdo e Dharamsala diventa progressivamente più limitata. Le nostre guide tendono a consigliare piatti semplici e spesso vegetariani nei lodge più isolati, soprattutto quando non è possibile essere certi della corretta conservazione della carne.
Non sono indispensabili, ma può essere utile avere qualche barretta, frutta secca o integratore che sei già abituato a utilizzare durante le escursioni.
Sul Manaslu la possibilità di acquistare snack occidentali diminuisce molto salendo di quota, quindi può essere particolarmente utile portare da Kathmandu ciò che preferisci utilizzare durante le giornate più lunghe.
Il trekking parte da quote relativamente basse, dove durante il giorno può fare anche piuttosto caldo, e termina con diversi giorni nell’ambiente d’alta montagna.
Da Samagaun in poi le temperature notturne possono scendere sotto lo zero e la giornata del Larkya La parte molto presto al mattino, quando freddo e vento possono essere particolarmente intensi.
Durante il giorno, con il sole, anche in quota la temperatura percepita può invece diventare piacevole. È quindi fondamentale vestirsi a strati e avere sempre con sé protezione dal vento e uno strato caldo.
Nella maggior parte dei villaggi è possibile ricaricare telefoni e fotocamere, ma la disponibilità di elettricità diminuisce sensibilmente nell’alta valle.
A Samagaun e Samdo molti lodge dipendono da piccoli impianti solari e la ricarica può essere a pagamento o disponibile soltanto in determinati momenti. A Dharamsala la corrente può essere molto limitata.
Consigliamo quindi una power bank capiente e di conservarla al caldo durante la notte, perché le basse temperature riducono rapidamente la capacità delle batterie.
Nella parte bassa del Manaslu la copertura mobile è abbastanza presente, ma diventa rapidamente meno affidabile salendo nella valle. Dopo Deng e Namrung bisogna aspettarsi lunghi tratti senza connessione; a Samagaun può essere disponibile un segnale debole, mentre tra Samdo, Dharamsala, Larkya La e Bimthang non bisogna fare affidamento sulla rete mobile.
Per esperienza consigliamo di acquistare in aeroporto oppure vicino all’hotel a Kathmandu una SIM di Nepal Telecom (NTC), che è generalmente la scelta migliore lungo il Manaslu. In alcuni lodge dell’alta valle è disponibile anche il Wi-Fi, normalmente a pagamento, ma può essere molto lento o non funzionare.
Sul Manaslu è del tutto normale restare senza connessione anche per uno o più giorni. Prima della partenza consigliamo quindi di scaricare mappe, documenti e tutto ciò che può essere utile offline.
Per chi arriva dall’Europa non sono normalmente previste vaccinazioni obbligatorie per entrare in Nepal, salvo casi particolari legati alla provenienza o al transito da Paesi a rischio di febbre gialla.
È comunque consigliabile essere in regola con le vaccinazioni di routine e valutare con il proprio medico o con un centro di medicina dei viaggi quelle consigliate per il Nepal, come epatite A e tifo, in base al proprio stato di salute e al tipo di viaggio.

