Upper Mustang Trekking
Attraversa a piedi l’Upper Mustang fino a Lo Manthang, tra altopiani desertici, villaggi tibetani, monasteri buddhisti e antiche vie carovaniere.

Partenza
Kathmandu

Periodo
Mar – Mag
Set – Nov

Durata
15 gg

Difficoltà
Facile

Km giornalieri
in jeep

Altitudine Max
Lo La Pass
3.950 mt
su richiesta
Giorno 01: arrivo a Kathmandu, trasferimento all’hotel, briefing di sicurezza e controllo dell’attrezzatura.
Giorno 02: trasferimento in autobus o aereo a Pokhara.
Giorno 03: trasferimento in jeep da Pokhara a Kagbeni.
Giorno 04: trekking da Kagbeni a Chele (6-7 ore).
Giorno 05: trekking da Chele a Syangboche (5-6 ore).
Giorno 06: trekking da Syangboche a Dhakmar (6-7 ore).
Giorno 07: trekking da Dhakmar a Lo Manthang (8-9 ore).
Giorno 08: giorno di acclimatamento a Lo Manthang, visita in jeep ai monasteri di Gharpu, Choser e Kimaling
Giorno 09: trekking da Lo Manthang a Yaragaon (6-7 ore).
Giorno 10: trekking da Yaragaon e Luri Gumba e rientro a Yaragon (3-4 ore)
Giorno 11: trekking da Yaragaon a Tangge (6-7 ore).
Giorno 12: trekking da Tangge a Chhusang (8-9 ore).
Giorno 13: trekking da Chhusang a Muktinath (6-7 ore).
Giorno 14: trasferimento in jeep da Muktinath a Pokhara o volo da Jomsom a Pokhara
Giorno 15: autobus o volo da Pokhara a Kathmandu.
Richiedi maggiori informazioni
- Trasferimenti: Trasferimenti di arrivo e partenza dall’aeroporto internazionale di Kathmandu.
- Alloggio a Kathmandu e Pokhara: 3 notti in hotel a 3 stelle in camera doppia (singola su richiesta) con prima colazione (con opzioni vegetariane e vegane).
- Collegamento in autobus o aereo con Pokhara
- Collegamento in autobus o aereo con Jomsom
- Alloggio durante il Trekking: Pernottamenti in lodge a conduzione famigliare.
- Prima colazione durante il Trekking: colazione nel lodge (con opzioni vegetariane e vegane), inclusi tè e caffè.
- Acqua Potabile: 2 litri di acqua bollita da portare in borracce o thermos al giorno per membro.
- Guida: Guida locale certificata con ottima conoscenza dell’inglese e, dove disponibile, dell’italiano.
- Portatori: 1 portatore ogni 2 escursionisti per il trasporto del bagaglio personale durante il trekking, massimo 13 kg a partecipante.
- Borsone: Borsone per il trasporto bagaglio durante il trekking (consegna a Kathmandu).
- Permessi: Permesso speciale per l’Upper Mustang, inclusi TIMS e il permesso per l’ingresso nell’Annapurna Conservation Area
- Assicurazione: Assicurazione per tutto il personale nepalese coinvolto.
- Medical Kit: Kit medico di primo soccorso
- Volo internazionale da e per Kathmandu
- Visto di ingresso in Nepal: (50$ per 30gg)
- Pernottamenti aggiuntivi a Kathmandu e/o Pokhara: in caso di arrivo anticipato o partenza posticipata, o in caso di ritorno anticipato dal trekking (per qualsiasi motivo) rispetto all’itinerario previsto.
- Camera singola a Kathmandu e/o Pokhara: è possibile richiedere un preventivo per la camera singola con un supplemento di circa 25€ a notte.
- Pranzi e cene a Kathmandu e Pokhara: è possibile richiedere un preventivo per la pensione completa
- Pranzi e cene durante il trekking: è possibile richiedere un preventivo per la pensione completa con un supplemento di circa 25€ al giorno.
- Assicurazione: Assicurazione di viaggio e di alta quota, incidenti, medica, evacuazione d’emergenza.
- Spese Personali: SIM telefonica nepalese, bibite, bevande alcoliche, equipaggiamento personale, souvenir e acquisti vari.
- Mance
- Altri Costi: Qualsiasi voce non elencata nella sezione “Cosa è incluso nel prezzo”.
Che cosa ti aspetta nell’Upper Mustang?
La nostra esperienza al vostro servizio per accompagnarvi nell’Upper Mustang
- Scarponi da montagna o scarponcini da trekking: robusti e comodi per terreni impervi.
- Calzettoni da montagna: sufficienti per il cambio giornaliero.
- Strati base in lana merino o sintetici: comprensivi di maglia e pantaloni lunghi.
- Maglia intermedia traspirante: per un ulteriore isolamento termico.
- Intimo tecnico: adatto a mantenere il corpo asciutto.
- Giacca impermeabile con cappuccio: per protezione da vento e leggere precipitazioni.
- Copri pantaloni impermeabili: traspiranti e resistenti all’acqua.
- Giacca imbottita con cappuccio: ad alta capacità termica per il freddo estremo.
- Pantaloni tecnici imbottiti: per la protezione completa contro pioggia e neve.
- Maglia e sottopantaloni termici: comodi per il movimento.
- Guanti leggeri e traspiranti: per giornate calde.
- Guanti con fodera isolante: per le condizioni più fredde e ventose.
- Cappello invernale: in lana o materiale sintetico.
- Cappello da sole: per proteggere dal sole intenso.
- Crema solare: grado 50 o superiore
- Occhiali da sole con protezione UV: indispensabili per la forte radiazione solare ad alta quota.
- Zaino da trekking: impermeabile e leggero, adatto per portare l’equipaggiamento necessario (consigliato 20 litri).
- Sacco a pelo: classificato per temperature estremamente basse, fino a -20°C o inferiore.
- Lampada frontale
- Adattatore universale: per ricaricare il cellulare, macchina fotografica, ecc
- Power bank: nei lodge ad alta quota non è garantita la presenza di corrente elettrica
- Borraccia e thermos capienti: almeno 2 litri complessivi
* E’ possibile comprare o noleggiare direttamente a Kathmandu l’eventuale equipaggiamento mancante.
F.A.Q. (Frequently Asked Questions)
L’Upper Mustang è uno dei territori più particolari dell’Himalaya. A nord di Kagbeni il paesaggio cambia completamente: si entra in un altopiano arido, fatto di canyon, falesie scolpite dall’erosione, grandi vallate deserte e villaggi costruiti in terra e pietra.
Per secoli il Regno di Lo ha mantenuto fortissimi legami con il Tibet e questa storia è ancora visibile nella lingua, nell’architettura, nei monasteri buddhisti, nei chorten e nelle tradizioni delle comunità locali.
Attraversarlo a piedi permette di percepire gradualmente questi cambiamenti e di raggiungere anche villaggi e vallate lontani dall’asse principale percorso dai veicoli.
L’Upper Mustang si trova politicamente in Nepal, ma geograficamente appartiene all’altopiano tibetano e per secoli il Regno di Lo ha avuto legami culturali e commerciali molto stretti con il Tibet.
Ancora oggi la cultura tibetana è evidente nella lingua locale, nella religione buddhista, nei monasteri, nei chorten, nell’architettura e nelle tradizioni dei villaggi.
Quando lo definiamo “l’ultimo vero Tibet” non intendiamo quindi indicare una regione geografica del Tibet, ma descrivere una cultura tibetana che qui è rimasta profondamente viva.
I monasteri e i luoghi buddhisti sono una parte importante del viaggio, non semplici soste lungo il percorso.
A Lo Manthang visitiamo la città murata e i suoi antichi monasteri; durante la giornata dedicata ai dintorni raggiungiamo inoltre la zona di Chhoser e Kimaling.
La seconda parte del trekking ci porta poi verso Yara e Luri Gompa, uno dei luoghi buddhisti più particolari dell’Upper Mustang, immerso in una vallata remota e circondato da grotte e formazioni rocciose.
Luri Gompa è un antico santuario buddhista costruito all’interno delle formazioni rocciose dell’Upper Mustang, nella valle raggiungibile da Yara.
La zona di Luri conserva grotte, chorten e antiche pitture buddhiste e si trova lontano dal principale asse stradale che attraversa il Mustang. Per raggiungerla dedichiamo un’intera giornata di cammino da Yara.
È proprio uno dei luoghi che, secondo noi, giustifica ancora oggi la scelta di attraversare l’Upper Mustang a piedi: non si tratta soltanto di arrivare a Lo Manthang, ma di entrare nelle sue vallate laterali e nei luoghi più isolati.
Lo Manthang è l’antica capitale del Regno di Lo e il principale centro storico e culturale dell’Upper Mustang.
La città è circondata dalle antiche mura e conserva monasteri buddhisti, case tradizionali e una struttura urbana molto diversa dalle altre città del Nepal.
Nel nostro trekking non ci limitiamo ad arrivare a Lo Manthang e ripartire: trascorriamo qui due notti e dedichiamo una giornata alla città e alle vallate circostanti prima di proseguire verso Yara e la parte orientale del Mustang.
Il buddhismo non appartiene soltanto al passato del Mustang. Monasteri, chorten, ruote di preghiera, cerimonie e festività continuano a far parte della vita quotidiana delle comunità locali.
Lo Manthang rimane uno dei centri religiosi più importanti della regione e ogni anno ospita il Tiji Festival, durante il quale i monaci celebrano per diversi giorni rituali e danze sacre della tradizione buddhista tibetana.
È una domanda importante, perché la costruzione della strada ha effettivamente cambiato il trekking nell’Upper Mustang.
Nella prima parte del viaggio alcuni tratti del percorso possono avvicinarsi o incrociare la pista utilizzata dai veicoli. Per questo, per chi vuole semplicemente visitare Lo Manthang e i principali monumenti, noi consigliamo il Jeep Tour.
Il trekking è invece pensato per chi vuole vivere il Mustang attraverso il cammino. Dopo Lo Manthang il nostro itinerario lascia l’asse principale e prosegue attraverso Yara, Luri Gompa, Tangge e Chhusang, entrando in vallate molto più isolate e percorrendo una parte dell’antica rete di sentieri del Mustang.
Sono due modi diversi di conoscere la stessa regione: la jeep permette di vedere molto in meno tempo, il trekking permette di attraversarla lentamente e raggiungere luoghi che acquistano un significato completamente diverso arrivandoci a piedi.
Muktinath, a circa 3.800 metri, è uno dei principali luoghi sacri dell’Himalaya ed è venerato sia dagli induisti sia dai buddhisti.
Raggiungerlo a piedi dopo aver attraversato l’Upper Mustang crea anche una conclusione naturale del viaggio: dalle vallate di cultura tibetana di Lo Manthang, Yara e Tangge arriviamo in un luogo dove tradizioni buddhiste e induiste convivono da secoli.
Da Muktinath termina la parte a piedi del viaggio e rientriamo verso Pokhara.
È adatto a escursionisti in buona salute e già abituati a camminare per più giorni consecutivi.
La quota è inferiore rispetto a Everest, Manaslu o Annapurna Circuit e non si affrontano passi sopra i 5.000 metri. La difficoltà deriva soprattutto dalla durata delle giornate, dal terreno arido, dal vento e dal susseguirsi di molti giorni di cammino.
Non presenta difficoltà alpinistiche e il punto più alto rimane intorno ai 4.000 metri, ma non lo definiremmo una semplice passeggiata.
La maggior parte delle tappe richiede 5–7 ore di cammino e alcune giornate, come Dhakmar–Lo Manthang e Tangge–Chhusang, possono arrivare a 8–9 ore.
Il terreno è spesso secco e polveroso, con continui saliscendi e un vento che può diventare forte soprattutto nel pomeriggio.
La maggior parte delle giornate prevede circa 5–7 ore di cammino e 8–12 km.
Alcune tappe sono sensibilmente più lunghe e possono richiedere 8–9 ore. Nel Mustang distanza e tempi dipendono molto dal terreno, dai saliscendi e soprattutto dal vento.
Sì. Il vento è una delle caratteristiche dell’Upper Mustang e tende spesso ad aumentare dalla tarda mattinata e durante il pomeriggio.
Per questo, quando possibile, iniziamo presto le giornate di trekking. Sono importanti una buona giacca antivento, occhiali da sole e una protezione per bocca e naso nei giorni più polverosi.
Il clima molto secco rende inoltre fondamentale bere regolarmente anche quando non si percepisce molta sete.
Consigliamo nelle settimane precedenti alla partenza escursioni regolari di 6–8 ore, aumentando progressivamente distanza e dislivello.
Non serve allenarsi specificamente per altitudini estreme, ma è importante essere abituati a camminare per molti giorni consecutivi e recuperare bene tra una tappa e l’altra.
Sì. Anche se il trekking non supera i 4.000 metri, gran parte dell’Upper Mustang si trova sopra i 3.000 metri e il mal di montagna può comparire già a quote inferiori.
Il nostro itinerario sale progressivamente da Kagbeni verso Chele, Syangboche, Dhakmar e Lo Manthang. Qui trascorriamo due notti prima di proseguire nella seconda parte del trekking.
Consigliamo di bere molto, evitare alcolici durante la salita e segnalare immediatamente alla guida eventuali sintomi.
Consigliamo soprattutto la primavera, tra aprile e maggio, e l’autunno, tra settembre e novembre.
L’Upper Mustang si trova però nella zona d’ombra pluviometrica dell’Annapurna e riceve molte meno precipitazioni rispetto al Nepal meridionale. È quindi una delle poche regioni del Nepal dove il trekking è tecnicamente possibile anche durante il monsone.
L’accesso attraverso Pokhara e la valle del Kali Gandaki può però essere influenzato dalle condizioni meteorologiche e per le nostre partenze privilegiamo i periodi con condizioni complessivamente più favorevoli.
L’Upper Mustang è una regione nella quale l’accesso dei viaggiatori stranieri è regolamentato attraverso uno speciale Restricted Area Permit.
Il permesso non può essere richiesto direttamente dal singolo viaggiatore, ma viene gestito attraverso un’agenzia di trekking autorizzata.
Sì. Per entrare nell’Upper Mustang sono necessari lo speciale Restricted Area Permit e il permesso per l’Annapurna Conservation Area (ACAP).
Himalaya Exped organizza direttamente la guida e tutta la documentazione necessaria prima della partenza. I permessi previsti dal programma sono inclusi nel viaggio.
La lingua inglese è sempre garantita: tutte le nostre guide nepalesi che accompagnano clienti internazionali parlano inglese.
Quando disponibili possiamo inoltre assegnare guide con una buona conoscenza dell’italiano o del tedesco. Queste lingue non sono però garantite su tutte le partenze: se per te sono importanti, segnalacelo prima della prenotazione e verificheremo la disponibilità della guida più adatta.
Sì. Chiediamo ai partecipanti un’assicurazione di viaggio che copra trekking in alta quota, eventuali spese mediche e l’evacuazione d’emergenza.
Anche se non superiamo i 4.000 metri, attraversiamo una regione remota e in alcune tappe siamo lontani dalle normali infrastrutture stradali.
A Kathmandu ti consegneremo un borsone da affidare ai portatori. Prevediamo normalmente un portatore ogni due partecipanti, con un massimo di 13 kg di bagaglio personale per persona.
Il borsone viene trasportato fino alla tappa successiva e sarà nuovamente disponibile una volta raggiunto il lodge.
È un dubbio che comprendiamo, ma il problema non è utilizzare i portatori: è il modo in cui vengono trattati. Il lavoro come portatore o guida rappresenta per molte famiglie delle regioni di montagna una delle opportunità di reddito legate al turismo e rinunciare per principio al loro lavoro non significa necessariamente aiutarle.
Per Himalaya Exped i portatori fanno parte della squadra. Lavoriamo con persone locali, garantiamo condizioni di lavoro dignitose, assicurazione durante il trekking e limiti precisi al peso trasportato. Prevediamo normalmente un portatore ogni due partecipanti e un massimo di 13 kg di bagaglio personale per ciascun viaggiatore.
Il turismo responsabile, per noi, non significa togliere lavoro alle comunità locali, ma assicurarsi che quel lavoro venga svolto con dignità, in sicurezza e retribuito correttamente.
Durante il trekking porterai soltanto uno zaino leggero, indicativamente da 20–25 litri, con acqua, giacca antivento e impermeabile, uno strato caldo, protezione solare, occhiali, documenti, macchina fotografica e ciò che può servirti durante la giornata.
Il resto dell’equipaggiamento viaggia nel borsone affidato ai portatori.
Tutto ciò che non serve durante il trekking può essere lasciato in sicurezza presso l’hotel a Kathmandu e recuperato al rientro.
Durante il percorso è quindi sufficiente avere il borsone affidato ai portatori e il piccolo zaino giornaliero.
Durante il trekking dormiamo in lodge e guest house a conduzione familiare nei villaggi dell’Upper Mustang.
Nelle località principali, come Lo Manthang, è più facile trovare camere con bagno privato, mentre nelle tappe più remote come Yara e Tangge le strutture sono più semplici e il bagno condiviso è frequente.
Le nostre guide cercano sempre la migliore sistemazione disponibile, ma il bagno privato non può essere garantito in tutte le tappe. Le camere generalmente non sono riscaldate.
A Kathmandu e Pokhara pernottiamo invece in hotel 3 stelle in camera doppia con bagno privato e prima colazione.
Sì. Le camere dei lodge non sono generalmente riscaldate e durante la notte, soprattutto vicino ai 4.000 metri, può fare molto freddo.
Consigliamo un sacco a pelo adeguato alla stagione del viaggio. Se non ne possiedi uno adatto alle condizioni dell’Himalaya, puoi noleggiarlo a Kathmandu.
Nei lodge si trovano Dal Bhat, noodles, riso, momo, zuppe, patate, uova e diversi piatti di ispirazione tibetana.
A Lo Manthang la scelta è maggiore, mentre nelle tappe più remote come Yara e Tangge diventa più semplice. Il Mustang è inoltre una regione dove sono diffusi prodotti a base di orzo, patate e mele.
Le nostre guide tendono a consigliare piatti semplici e spesso vegetariani nei lodge più isolati, soprattutto quando non è possibile essere certi della corretta conservazione della carne.
Himalaya Exped fornisce ogni mattina 2 litri di acqua potabile per partecipante, da portare nella propria borraccia o thermos.
Nei lodge è normalmente possibile acquistare altra acqua bollita o imbottigliata. L’acqua proveniente direttamente da rubinetti, fontane o corsi d’acqua non va bevuta senza essere prima bollita, filtrata o trattata con un prodotto per la potabilizzazione.
Nel clima molto secco e ventoso del Mustang è particolarmente importante ricordarsi di bere regolarmente anche quando non si avverte molta sete.
Non sono indispensabili, ma consigliamo di avere qualche barretta, frutta secca o integratore che sei già abituato a utilizzare durante le escursioni.
Dopo Lo Manthang, nelle tappe verso Yara e Tangge, la possibilità di acquistare snack diventa limitata: è quindi meglio portare da Kathmandu o Pokhara ciò che preferisci utilizzare durante le giornate più lunghe.
Il clima è molto secco e caratterizzato da forti escursioni termiche. Durante il giorno, soprattutto con il sole, può fare relativamente caldo, mentre sera, notte e prime ore del mattino possono essere fredde.
Il vento aumenta spesso nel corso della giornata e può abbassare sensibilmente la temperatura percepita.
Consigliamo quindi di vestirsi a strati e portare sempre protezione dal vento, cappello, occhiali da sole e una buona protezione solare.
Nella maggior parte dei lodge è possibile ricaricare telefoni e fotocamere, ma nelle tappe più remote l’elettricità può essere limitata o disponibile soltanto in determinati momenti.
Consigliamo quindi una power bank capiente, soprattutto per la parte del trekking tra Lo Manthang, Yara e Tangge.
La copertura nell’Upper Mustang è migliorata molto negli ultimi anni, ma non bisogna aspettarsi di essere sempre connessi.
Consigliamo una SIM Nepal Telecom (NTC), che dispone di copertura lungo l’asse principale Jomsom–Muktinath–Lo Manthang. Nei principali villaggi può essere disponibile anche il Wi-Fi.
La situazione cambia però quando lasciamo il percorso principale: nelle vallate verso Yara, Luri e Tangge la connessione può diventare molto più debole o mancare completamente anche per lunghi periodi.
Consigliamo quindi di scaricare prima della partenza mappe, documenti e tutto ciò che può essere utile offline.
Per chi arriva dall’Europa non sono normalmente previste vaccinazioni obbligatorie per entrare in Nepal, salvo casi particolari legati alla provenienza o al transito da Paesi a rischio di febbre gialla.
È comunque consigliabile essere in regola con le vaccinazioni di routine e valutare con il proprio medico o con un centro di medicina dei viaggi quelle consigliate per il Nepal, come epatite A e tifo, in base al proprio stato di salute e al tipo di viaggio.

