Everest Base Camp Trekking
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Partenza
Kathmandu

Periodo
Apr – Mag
Ott -Nov

Durata
16 gg

Difficoltà
Media

Km giornalieri
10-15 km

Altitudine Max
Kala Patthar
5.644 mt
17 ottobre 2026
Richiedi maggiori informazioni
Giorno 01: arrivo a Kathmandu, trasferimento all’hotel.
Giorno 02: giorno libero, preparativi e briefing di sicurezza a Kathmandu, controllo dell’attrezzatura.
Giorno 03: mattina trasferimento in pulmino all’aeroporto di Manthali e volo per Lukla (2.846m), pomeriggio trekking iniziale fino a Phakding (3-4 ore).
Giorno 04: trekking da Phakding a Namche Bazaar (5-6 ore), attraversamento del ponte tibetano di Hillary.
Giorno 05: prima giornata di acclimatamento a Namche Bazaar. Escursione a Syangboche e ai villaggi sherpa di Khunde e Khumjung, con visita a Sagarmatha Next, centro dedicato alla cultura del Khumbu, alla tutela dell’ambiente e alla gestione dei rifiuti nella regione dell’Everest (4-5 ore).
Giorno 06: trekking da Namche Bazaar a Phortse, visita al Monastero di Tengboche (5-6 ore).
Giorno 07: trekking da Phortse a Dingboche (5-6 ore).
Giorno 08: seconda giornata di acclimatazione a Dingboche. Escursione al villaggio di Chhokung (3-4 ore).
Giorno 09: trekking da Dingboche all’Osservatorio Internazionale Piramide Evk2 CNR passando per il Passo Everest Memorial a Thukla (5-6 ore).
Giorno 10: trekking da Piramide Evk2 CNR a Gorak Shep, trek al Campo Base dell’Everest e ritorno a Gorak Shep (6-7 ore).
Giorno 11: trekking per vedere l’alba sull’Everest dalla cima del Kala Patthar e ritorno a Pheriche (6-7 ore).
Giorno 12: trekking da Pheriche a Namche Bazaar (7-8 ore).
Giorno 13: trekking da Namche Bazaar a Phakding (4-5 ore). Prima della partenza partecipazione al progetto “Carry Me Back” di Sagarmatha Next: chi lo desidera ritira a Namche un sacchetto con 1 kg di rifiuti già preparati per il riciclo, da trasportare fino a Lukla.
Giorno 14: trekking da Phakding a Lukla (3-4 ore) e consegna presso la stazione di raccolta di Lukla dei sacchetti trasportati per il progetto “Carry Me Back”.
Giorno 15: mattina volo da Lukla a Manthali, trasferimento in pulmino a Kathmandu, pomeriggio visita alla città vecchia e cena finale di gruppo.
Giorno 16: giorno di riserva o visita a Kathmandu.
- Trasferimenti: Trasferimenti di arrivo e partenza dall’aeroporto internazionale di Kathmandu.
- Alloggio a Kathmandu: 3 notti in hotel a 3 stelle in camera doppia (singola su richiesta) con prima colazione (con opzioni vegetariane e vegane).
- Voli di collegamento con Lukla: voli A/R da Manthali o Kathmandu, secondo l’operatività aeroportuale della stagione, con limite di bagaglio di 13 kg.
- Alloggio durante il Trekking: Pernottamenti in lodge a conduzione famigliare.
- Prima colazione durante il Trekking: colazione nel lodge (con opzioni vegetariane e vegane), inclusi tè e caffè.
- Acqua Potabile: 2 litri di acqua bollita da portare in borracce o thermos al giorno per membro.
- Guida: Bibi, guida locale certificata con accompagnamento in italiano e inglese.
- Portatori: 1 portatore ogni 2 escursionisti per il trasporto del bagaglio personale durante il trekking, massimo 13 kg a partecipante.
- Borsone: Borsone per il trasporto bagaglio durante il trekking (consegna a Kathmandu).
- Permessi: Permessi necessari per il trekking all’Everest Base Camp, inclusi TIMS e il permesso per il Parco Nazionale di Sagarmatha.
- Assicurazione: Assicurazione per tutto il personale nepalese coinvolto.
- Medical Kit: Kit medico di primo soccorso
- Volo internazionale da e per Kathmandu
- Visto di ingresso in Nepal: (50$ per 30gg o 30$ per 15gg)
- Pernottamenti aggiuntivi a Kathmandu: in caso di arrivo anticipato o partenza posticipata, o in caso di ritorno anticipato dal trekking (per qualsiasi motivo) rispetto all’itinerario previsto.
- Camera singola a Kathmandu: è possibile richiedere un preventivo per la camera singola con un supplemento di circa 25€ a notte.
- Pranzi e cene a Kathmandu: è possibile richiedere un preventivo per la pensione completa
- Pranzi e cene durante il trekking: è possibile richiedere un preventivo per la pensione completa con un supplemento di circa 25€ al giorno.
- Assicurazione: Assicurazione di viaggio e di alta quota, incidenti, medica, evacuazione d’emergenza.
- Spese Personali: SIM telefonica nepalese, bibite, bevande alcoliche, equipaggiamento personale, souvenir e acquisti vari.
- Mance
- Altri Costi: Qualsiasi voce non elencata nella sezione “Cosa è incluso nel prezzo”.
Che paesaggi ti aspettano al trekking in Himalaya al Campo Base dell’Everest?
La nostra esperienza al vostro servizio per accompagnarvi al Campo Base dell’Everest
- Scarponi da montagna o scarponcini da trekking: robusti e comodi per terreni impervi.
- Calzettoni da montagna: sufficienti per il cambio giornaliero.
- Strati base in lana merino o sintetici: comprensivi di maglia e pantaloni lunghi.
- Maglia intermedia traspirante: per un ulteriore isolamento termico.
- Intimo tecnico: adatto a mantenere il corpo asciutto.
- Giacca impermeabile con cappuccio: per protezione da vento e leggere precipitazioni.
- Copri pantaloni impermeabili: traspiranti e resistenti all’acqua.
- Giacca imbottita con cappuccio: ad alta capacità termica per il freddo estremo.
- Pantaloni tecnici imbottiti: per la protezione completa contro pioggia e neve.
- Maglia e sottopantaloni termici: comodi per il movimento.
- Guanti leggeri e traspiranti: per giornate calde.
- Guanti con fodera isolante: per le condizioni più fredde e ventose.
- Cappello invernale: in lana o materiale sintetico.
- Cappello da sole: per proteggere dal sole intenso.
- Crema solare: grado 50 o superiore
- Occhiali da sole con protezione UV: indispensabili per la forte radiazione solare ad alta quota.
- Zaino da trekking: impermeabile e leggero, adatto per portare l’equipaggiamento necessario (consigliato 20 litri).
- Sacco a pelo: classificato per temperature estremamente basse, fino a -20°C o inferiore.
- Lampada frontale
- Adattatore universale: per ricaricare il cellulare, macchina fotografica, ecc
- Power bank: nei lodge ad alta quota non è garantita la presenza di corrente elettrica
- Borraccia e thermos capienti: almeno 2 litri complessivi
* E’ possibile comprare o noleggiare direttamente a Kathmandu l’eventuale equipaggiamento mancante.
F.A.Q. (Frequently Asked Questions)
Il trekking all’Everest Base Camp è adatto a escursionisti adulti in buona salute, con spirito di adattamento e già abituati a camminare in montagna. Non servono esperienze precedenti in Himalaya né competenze alpinistiche, ma bisogna essere preparati a camminare per più giorni consecutivi e a trascorrere diversi giorni sopra i 4.000 metri.
Non presenta difficoltà alpinistiche o passaggi tecnici particolari: i sentieri sono generalmente ben tracciati e non sono necessarie corde, ramponi o tecniche di arrampicata nelle normali condizioni del trekking.
La difficoltà deriva soprattutto dalla quota, dalla durata del viaggio e dal susseguirsi di molti giorni di cammino. Il punto più alto è il Kala Patthar, a 5.644 metri.
Consigliamo di arrivare alla partenza abituati a escursioni di 6–8 ore, aumentando progressivamente distanza e dislivello nelle settimane precedenti. Sono particolarmente utili trekking con 800–1.200 metri di dislivello e attività cardiovascolare regolare.
Più della velocità conta la capacità di mantenere un passo costante per molte ore e recuperare bene per ripartire il giorno successivo.
La maggior parte delle giornate prevede circa 5–7 ore di cammino, generalmente per 10–15 km. Alcune tappe sono più lunghe, soprattutto durante la discesa.
In Himalaya i chilometri da soli dicono poco: quota, dislivello e terreno incidono molto più della distanza sulla fatica della giornata.
Il nostro itinerario prevede due giornate dedicate all’acclimatamento. La prima è a Namche Bazaar, con un’escursione verso Khunde e Khumjung; la seconda è a Dingboche, con salita verso Chhukung.
Non sono giornate perse: salire durante il giorno e tornare a dormire più in basso aiuta il corpo ad adattarsi progressivamente. Solo dopo Dingboche superiamo stabilmente i 4.500 metri e raggiungiamo la Piramide Ev-K2-CNR prima di proseguire verso Gorak Shep e l’Everest Base Camp.
La cosa più importante è salire gradualmente e rispettare i tempi di acclimatamento. Durante il trekking consigliamo di mantenere il proprio passo senza cercare di seguire quello degli altri, bere molta acqua, mangiare regolarmente ed evitare alcolici soprattutto salendo di quota.
Le nostre guide controllano quotidianamente le condizioni dei partecipanti. In caso di sintomi significativi la priorità non è raggiungere la tappa prevista, ma fermarsi o scendere di quota quando necessario.
L’Everest Base Camp si trova a 5.364 metri sul ghiacciaio del Khumbu ed è il punto da cui partono le spedizioni dirette alla cima dell’Everest. Da lì, però, la vista sulla montagna è parzialmente nascosta dalle cime circostanti.
Per vedere davvero l’Everest saliamo invece al Kala Patthar, a 5.644 metri. È il punto più alto del nostro trekking e offre uno dei panorami più celebri sull’Everest, insieme a Lhotse, Nuptse, Pumori e Ama Dablam.
Prima di raggiungere Gorak Shep abbiamo scelto di trascorrere una notte alla Piramide, il laboratorio-osservatorio internazionale costruito nel 1990 dal CNR italiano nella valle del Khumbu a circa 5.050 metri.
È una tappa poco comune nei normali programmi per l’Everest Base Camp e per noi ha anche un significato particolare: permette di conoscere uno dei progetti scientifici italiani più importanti realizzati in Himalaya e di trascorrere un’ulteriore notte in quota prima di raggiungere il Campo Base.
Le stagioni che consigliamo sono la primavera, soprattutto tra aprile e maggio, e l’autunno, tra fine ottobre e novembre. Sono normalmente i periodi più favorevoli per stabilità del tempo e visibilità sulle montagne.
In inverno il trekking rimane possibile, ma le temperature diventano molto più rigide e la neve può complicare il percorso. Durante il monsone, invece, pioggia e nuvole rendono meno favorevoli sia il trekking sia i voli per Lukla.
La lingua inglese è sempre garantita. Su questo itinerario il gruppo è seguito da Bibi, socio nepalese di Himalaya Exped e guida locale certificata, che parla sia italiano sia inglese.
L’accompagnamento in italiano è quindi garantito per tutta la durata del trekking.
I voli per Lukla possono partire da Kathmandu oppure dall’aeroporto di Manthali, a Ramechhap, in base all’operatività prevista nella stagione del viaggio.
Quando si vola da Manthali organizziamo anche il trasferimento da Kathmandu. Tutti i voli A/R per Lukla e i relativi trasferimenti previsti dal programma sono inclusi nel viaggio.
L’aeroporto di Lukla opera in ambiente montano e i voli dipendono fortemente dalle condizioni meteorologiche e dalla visibilità. Ritardi e cancellazioni fanno quindi parte delle possibilità da considerare quando si organizza un trekking nella regione dell’Everest.
Per questo il nostro programma prevede una giornata di riserva a Kathmandu alla fine del viaggio. In caso di cancellazione lavoriamo insieme alla compagnia aerea e alle nostre guide per riorganizzare il trasferimento e adattare il programma nel modo migliore possibile.
Una parte importante del costo è legata ai voli A/R per Lukla, necessari per raggiungere la valle del Khumbu. Anche lodge, trasporto delle merci e servizi diventano progressivamente più costosi salendo di quota perché quasi tutto deve essere trasportato in montagna via aerea, con animali da soma o a piedi.
Nel prezzo del nostro viaggio sono già inclusi voli per Lukla, lodge, colazioni, guida, portatori, permessi e trasferimenti previsti dal programma.
Sì. Per il trekking all’Everest Base Camp sono necessari la TIMS Card e il permesso di ingresso nel Parco Nazionale di Sagarmatha. Le disposizioni nepalesi prevedono inoltre l’accompagnamento di una guida autorizzata lungo questo itinerario.
Himalaya Exped organizza direttamente tutti i permessi prima dell’inizio del trekking.
Sì. Chiediamo a tutti i partecipanti di avere un’assicurazione di viaggio che copra trekking e soccorso in alta quota oltre i 5.000 metri, comprese le eventuali spese mediche e l’evacuazione d’emergenza in elicottero.
È importante controllare attentamente il limite di quota previsto dalla propria polizza: una normale assicurazione di viaggio può non essere sufficiente per un itinerario che raggiunge i 5.644 metri.
A Kathmandu ti consegneremo un borsone da affidare ai portatori. Prevediamo normalmente un portatore ogni due partecipanti, con un massimo di 13 kg di bagaglio personale per persona. Il borsone viene trasportato fino alla tappa successiva e sarà nuovamente disponibile una volta arrivati al lodge.
È un dubbio che comprendiamo, ma il problema non è utilizzare i portatori: è il modo in cui vengono trattati. Il lavoro come portatore o guida rappresenta per molte famiglie delle regioni di montagna una delle poche opportunità di reddito legate al turismo e rinunciare per principio al loro lavoro non significa necessariamente aiutarle.
Per Himalaya Exped i portatori fanno parte della squadra. Lavoriamo con persone locali, garantiamo condizioni di lavoro dignitose, assicurazione durante il trekking e limiti precisi al peso trasportato. Prevediamo normalmente un portatore ogni due partecipanti e un massimo di 13 kg di bagaglio personale per ciascun viaggiatore.
Il turismo responsabile, per noi, non significa togliere lavoro alle comunità locali, ma assicurarsi che quel lavoro venga svolto con dignità, in sicurezza e retribuito correttamente.
Durante il trekking porterai soltanto uno zaino leggero, indicativamente da 20–25 litri, con ciò che può servirti durante la giornata: acqua, giacca impermeabile, uno strato caldo, crema solare, occhiali, documenti, macchina fotografica e piccoli effetti personali.
Il resto dell’equipaggiamento viaggia nel borsone affidato ai portatori.
Tutto ciò che non serve durante il trekking può essere lasciato in sicurezza presso l’hotel a Kathmandu e recuperato al rientro.
Per il volo verso Lukla il limite previsto dal nostro programma è di 13 kg di bagaglio: durante il trekking è quindi sufficiente avere il borsone e il piccolo zaino giornaliero.
Durante il trekking dormiamo nelle tea house e nei lodge dei villaggi, generalmente in camere doppie semplici ma confortevoli.
A Lukla, Phakding e Namche è più facile trovare camere con bagno privato. Salendo verso Tengboche, Dingboche, Piramide e Gorak Shep le strutture diventano più essenziali e il bagno condiviso è molto più frequente. Le nostre guide cercano sempre di scegliere la migliore sistemazione disponibile, ma il bagno privato non può essere garantito in tutte le tappe.
Le camere normalmente non sono riscaldate; nei lodge viene invece spesso riscaldata la sala da pranzo comune. A Kathmandu pernottiamo in hotel 3 stelle in camera doppia con bagno privato e prima colazione.
Sì. In alta quota le camere non sono riscaldate e durante la notte può fare molto freddo. Consigliamo un sacco a pelo con temperatura comfort di circa -20 °C.
Se non ne possiedi uno adatto alle condizioni dell’Himalaya, puoi noleggiarlo a Kathmandu prima della partenza.
Himalaya Exped fornisce ogni mattina 2 litri di acqua potabile per partecipante, da portare nella propria borraccia o thermos. Nei lodge è normalmente possibile acquistare altra acqua bollita o imbottigliata.
L’acqua proveniente direttamente da rubinetti, fontane o corsi d’acqua non va bevuta senza essere prima bollita, filtrata o trattata con un prodotto per la potabilizzazione.
Nei lodge si trova una cucina semplice ma abbastanza varia. Il piatto nepalese più diffuso è il Dal Bhat, composto da riso, zuppa di lenticchie, verdure e curry, particolarmente adatto alle giornate di trekking.
Sono comuni anche noodles, zuppe, riso fritto, patate, pasta, uova, momo e piatti vegetariani. Salendo di quota la scelta si riduce e i prezzi aumentano perché tutte le merci devono essere trasportate lungo la valle.
Le nostre guide tendono a consigliare piatti semplici e, nei lodge più isolati, spesso anche vegetariani, soprattutto quando non è possibile essere certi della corretta conservazione della carne.
Non sono indispensabili, ma può essere utile avere qualche barretta, frutta secca o integratore che si è già abituati a utilizzare durante le escursioni.
Consigliamo soprattutto di portare prodotti che sai di tollerare bene, evitando di sperimentare alimenti o integratori nuovi durante il trekking.
Le temperature cambiano molto con la quota e con il periodo dell’anno. Nelle prime tappe tra Lukla, Phakding e Namche le giornate possono essere relativamente miti, mentre sopra i 4.000 metri il freddo diventa progressivamente più intenso.
A Dingboche, Piramide e Gorak Shep è normale trovare temperature sotto lo zero durante la notte e nelle prime ore del mattino. La salita al Kala Patthar parte molto presto e può essere uno dei momenti più freddi dell’intero viaggio, soprattutto in presenza di vento.
Durante il giorno, con il sole, la temperatura percepita può invece essere sorprendentemente piacevole. È quindi fondamentale vestirsi a strati e avere sempre con sé uno strato caldo e una protezione dal vento.
Sì. Nella maggior parte dei lodge è possibile ricaricare telefoni, fotocamere e altri dispositivi elettronici. Nelle tappe più basse può essere gratuito, mentre salendo di quota viene normalmente richiesto un supplemento.
Consigliamo comunque una power bank capiente. Sopra Dingboche la disponibilità di energia diventa più limitata e il freddo riduce sensibilmente la durata delle batterie.
Nella parte bassa della valle e nelle località principali la copertura telefonica è generalmente disponibile, ma diventa più irregolare man mano che si sale verso l’Everest Base Camp.
Consigliamo di acquistare a Kathmandu una SIM nepalese; Nepal Telecom (NTC) dispone di copertura nella regione dell’Everest. In alta quota, però, non bisogna fare affidamento soltanto sulla rete mobile.
Lungo gran parte del percorso è disponibile anche Everest Link, una rete Wi-Fi dedicata alla regione che dispone di hotspot in località come Lukla, Namche Bazaar, Tengboche, Dingboche, Lobuche, Gorak Shep e perfino Everest Base Camp. Il servizio è normalmente a pagamento.
Anche sull’Everest è comunque normale trascorrere periodi senza una connessione stabile: consigliamo quindi di scaricare prima della partenza mappe, documenti e tutto ciò che può essere utile offline.
Per chi arriva dall’Italia non sono normalmente previste vaccinazioni obbligatorie per entrare in Nepal, salvo casi particolari legati alla provenienza o al transito da Paesi a rischio di febbre gialla.
È comunque consigliabile essere in regola con le vaccinazioni di routine e valutare con il proprio medico o con un centro di medicina dei viaggi quelle consigliate per il Nepal, come epatite A e tifo, in base al proprio stato di salute e al tipo di viaggio.

