Everest Base Camp Trekking

Trekking al Campo Base dell’Everest


Raggiungere l’Everest Base Camp significa entrare nel cuore della valle del Khumbu e camminare fino ai 5.364 metri del campo base della montagna più alta del mondo. Ma il viaggio non termina lì: da Gorak Shep saliremo al Kala Patthar, a 5.644 metri, il grande punto panoramico da cui osservare l’Everest insieme al Lhotse, al Nuptse, al Pumori e all’Ama Dablam.

Il nostro itinerario di 16 giorni è costruito per salire con gradualità. Prevede due giornate dedicate all’acclimatamento, a Namche Bazaar e Dingboche, e una tappa alla Piramide Ev-K2-CNR, la stazione scientifica italiana ai piedi dell’Everest dove trascorreremo la notte a quasi 5.000 metri prima di raggiungere Gorak Shep e il Campo Base.

L’accompagnamento in italiano è garantito: il gruppo è seguito da Bibi, socio nepalese di Himalaya Exped e guida locale certificata, che ha percorso numerose volte la valle del Khumbu e il trekking all’Everest Base Camp. Organizziamo direttamente voli per Lukla, trasferimenti, lodge, permessi e portatori, dall’arrivo a Kathmandu fino al rientro dal trekking

Partenza

Kathmandu

Periodo

Apr – Mag
Ott -Nov

Durata

16 gg

Difficoltà

Media

Km giornalieri

10-15 km

Altitudine Max

Kala Patthar
5.644 mt

Prossima partenza

La nostra guida

Bir “BibI” Bahadur

A partire da

1.699€

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Nome e Cognome(Obbligatorio)

Perchè scegliere Himalaya Exped per il trekking al Campo Base dell’Everest?


Le guide di Himalaya Exped hanno raggiunto il Campo Base dell’Everest oltre 30 volte e conoscono la valle del Khumbu tappa per tappa. Il nostro gruppo è accompagnato da Bibi, guida nepalese certificata e socio di Himalaya Exped, che parla italiano e segue personalmente questo trekking.

Non cerchiamo di accorciare il percorso comprimendo la salita. Dopo Lukla e Namche Bazaar dedichiamo una prima giornata all’acclimatamento nella valle di Khumjung e Khunde; più in alto ci fermiamo nuovamente a Dingboche, prima di superare stabilmente i 4.500 metri. Sono giornate che fanno parte del trekking, non giorni persi: permettono al corpo di adattarsi progressivamente alla quota e danno il tempo di conoscere meglio la vita e i villaggi del Khumbu.

Prima di raggiungere Gorak Shep abbiamo inoltre scelto di pernottare alla Piramide Ev-K2-CNR, la stazione scientifica costruita nel 1990 dal CNR italianano a quasi 5.000 metri. È una tappa meno comune nei normali itinerari per l’Everest Base Camp e permette di trascorrere una notte in uno dei luoghi più significativi dell’alta valle del Khumbu.

Da qui raggiungiamo Gorak Shep e il Campo Base dell’Everest a 5.364 metri. La mattina successiva saliamo al Kala Patthar, a 5.644 metri, il punto più alto del viaggio e uno dei grandi belvedere sull’Everest, prima di iniziare la discesa verso Pheriche e Namche Bazaar.

Itinerario Trekking Everest Base Camp


Il nostro trekking all’Everest Base Camp si sviluppa in 16 giorni dall’arrivo a Kathmandu, con due giornate dedicate all’acclimatamento a Namche Bazaar e Dingboche. Dopo aver superato i 4.000 metri proseguiamo verso la Piramide Ev-K2-CNR, Gorak Shep e il Campo Base dell’Everest a 5.364 metri, prima della salita al Kala Patthar a 5.644 metri. L’ultimo giorno rimane a disposizione come giornata di riserva, particolarmente utile in un itinerario che dipende dai voli da e per Lukla.

Giorno 01: arrivo a Kathmandu, trasferimento all’hotel.

Giorno 02: giorno libero, preparativi e briefing di sicurezza a Kathmandu, controllo dell’attrezzatura.

Giorno 03: mattina trasferimento in pulmino all’aeroporto di Manthali e volo per Lukla (2.846m), pomeriggio trekking iniziale fino a Phakding (3-4 ore).

Giorno 04: trekking da Phakding a Namche Bazaar (5-6 ore), attraversamento del ponte tibetano di Hillary.

Giorno 05: prima giornata di acclimatamento a Namche Bazaar. Escursione a Syangboche e ai villaggi sherpa di Khunde e Khumjung, con visita a Sagarmatha Next, centro dedicato alla cultura del Khumbu, alla tutela dell’ambiente e alla gestione dei rifiuti nella regione dell’Everest (4-5 ore).

Giorno 06: trekking da Namche Bazaar a Phortse, visita al Monastero di Tengboche (5-6 ore).

Giorno 07: trekking da Phortse a Dingboche (5-6 ore).

Giorno 08: seconda giornata di acclimatazione a Dingboche. Escursione al villaggio di Chhokung (3-4 ore).

Giorno 09: trekking da Dingboche all’Osservatorio Internazionale Piramide Evk2 CNR passando per il Passo Everest Memorial a Thukla (5-6 ore).

Giorno 10: trekking da Piramide Evk2 CNR a Gorak Shep, trek al Campo Base dell’Everest e ritorno a Gorak Shep (6-7 ore).

Giorno 11: trekking per vedere l’alba sull’Everest dalla cima del Kala Patthar e ritorno a Pheriche (6-7 ore).

Giorno 12: trekking da Pheriche a Namche Bazaar (7-8 ore).

Giorno 13: trekking da Namche Bazaar a Phakding (4-5 ore). Prima della partenza partecipazione al progetto “Carry Me Back” di Sagarmatha Next: chi lo desidera ritira a Namche un sacchetto con 1 kg di rifiuti già preparati per il riciclo, da trasportare fino a Lukla.

Giorno 14: trekking da Phakding a Lukla (3-4 ore) e consegna presso la stazione di raccolta di Lukla dei sacchetti trasportati per il progetto “Carry Me Back”.

Giorno 15: mattina volo da Lukla a Manthali, trasferimento in pulmino a Kathmandu, pomeriggio visita alla città vecchia e cena finale di gruppo.

Giorno 16: giorno di riserva o visita a Kathmandu.

Incluso nel pacchetto per il trekking all’Everest Base Camp


Come Himalaya Exped selezioniamo con cura i nostri partner di hotel, trasporti interni e alloggi, e operiamo utilizzando le migliori attrezzature disponibili per garantire i più alti standard di sicurezza possibili. Di seguito sono inclusi nel tuo pacchetto di prenotazione per il trekking all’Everest Base Camp:

  • Trasferimenti: Trasferimenti di arrivo e partenza dall’aeroporto internazionale di Kathmandu.
  • Alloggio a Kathmandu: 3 notti in hotel a 3 stelle in camera doppia (singola su richiesta) con prima colazione (con opzioni vegetariane e vegane).
  • Voli di collegamento con Lukla: voli A/R da Manthali o Kathmandu, secondo l’operatività aeroportuale della stagione, con limite di bagaglio di 13 kg.
  • Alloggio durante il Trekking: Pernottamenti in lodge a conduzione famigliare.
  • Prima colazione durante il Trekking: colazione nel lodge (con opzioni vegetariane e vegane), inclusi tè e caffè.
  • Acqua Potabile: 2 litri di acqua bollita da portare in borracce o thermos al giorno per membro.
  • Guida: Bibi, guida locale certificata con accompagnamento in italiano e inglese.
  • Portatori: 1 portatore ogni 2 escursionisti per il trasporto del bagaglio personale durante il trekking, massimo 13 kg a partecipante.
  • Borsone: Borsone per il trasporto bagaglio durante il trekking (consegna a Kathmandu).
  • Permessi: Permessi necessari per il trekking all’Everest Base Camp, inclusi TIMS e il permesso per il Parco Nazionale di Sagarmatha.
  • Assicurazione: Assicurazione per tutto il personale nepalese coinvolto.
  • Medical Kit: Kit medico di primo soccorso

Non incluso


Non inclusi nel pacchetto base, ma possiamo integrarli o assisterti nella loro organizzazione:

  • Volo internazionale da e per Kathmandu
  • Visto di ingresso in Nepal: (50$ per 30gg o 30$ per 15gg)
  • Pernottamenti aggiuntivi a Kathmandu: in caso di arrivo anticipato o partenza posticipata, o in caso di ritorno anticipato dal trekking (per qualsiasi motivo) rispetto all’itinerario previsto.
  • Camera singola a Kathmandu: è possibile richiedere un preventivo per la camera singola con un supplemento di circa 25€ a notte.
  • Pranzi e cene a Kathmandu: è possibile richiedere un preventivo per la pensione completa
  • Pranzi e cene durante il trekking: è possibile richiedere un preventivo per la pensione completa con un supplemento di circa 25€ al giorno.
  • Assicurazione: Assicurazione di viaggio e di alta quota, incidenti, medica, evacuazione d’emergenza.
  • Spese Personali: SIM telefonica nepalese, bibite, bevande alcoliche, equipaggiamento personale, souvenir e acquisti vari.
  • Mance
  • Altri Costi: Qualsiasi voce non elencata nella sezione “Cosa è incluso nel prezzo”.

Che paesaggi ti aspettano al trekking in Himalaya al Campo Base dell’Everest?

La nostra esperienza al vostro servizio per accompagnarvi al Campo Base dell’Everest

Guide Esperte Certificate oltre i 5.000 mt

Con Himalaya Exped, puoi elevare le tue competenze di escursionismo attraverso un programma di trekking che include l’acclimatazione ad alta quota e di mettere a punto la tua tecnica di progressione in alta montagna in condizioni climatiche impegnative.

I nostri esperti locali condividono conoscenze preziose ereditate da generazioni di guide di montagna, mettendo a tua disposizione la loro esperienza per affrontare l’Himalaya in sicurezza.

La sicurezza è la nostra priorità

Presso Himalaya Exped, richiediamo che tutti i partecipanti sottoscrivano un’assicurazione adeguata per il soccorso in alta quota che copra le spese mediche, il recupero e il trasporto d’emergenza oltre i 5.000 metri di quota.

Tutte le nostre guide e portatori sono assicurati: in caso di necessità, l’assistenza sarà rapida e efficiente, minimizzando rischi e complicazioni per voi e i vostri compagni di trekking.

Sostenibilità ambientale by design

Himalaya Exped è fortemente impegnata nella sostenibilità ambientale, enfatizzando l’importanza di non lasciare rifiuti e di minimizzare l’uso di bottiglie di plastica durante le escursioni.

Promuoviamo l’alloggio in lodge a conduzione familiare, supportando l’economia locale e riducendo l’impatto ambientale. Queste pratiche aiutano a conservare l’integrità dell’ecosistema himalayano, assicurando che le sue bellezze naturali rimangano incontaminate per le future generazioni di esploratori… o per la vostra prossima avventura.

Reportage fotografico

Durante i trekking, documenteremo la vostra avventura mettendovi a disposizione tutto il materiale fotografico necessario. Ci assicuriamo che ogni momento del viaggio venga catturato, dai tramonti mozzafiato alle vette imponenti, così potrete portare a casa ricordi visivi unici.

Il nostro team di guide esperte non solo vi condurrà attraverso percorsi ottimali per la fotografia, ma vi aiuterà anche a migliorare le vostre abilità fotografiche in contesti naturali eccezionali.

Equipaggiamento consigliato per il trekking all’Everest Base Camp


Per affrontare in sicurezza le sfide del trekking ad alta quota, è fondamentale essere equipaggiati adeguatamente.

  • Scarponi da montagna o scarponcini da trekking: robusti e comodi per terreni impervi.
  • Calzettoni da montagna: sufficienti per il cambio giornaliero.
  • Strati base in lana merino o sintetici: comprensivi di maglia e pantaloni lunghi.
  • Maglia intermedia traspirante: per un ulteriore isolamento termico.
  • Intimo tecnico: adatto a mantenere il corpo asciutto.
  • Giacca impermeabile con cappuccio: per protezione da vento e leggere precipitazioni.
  • Copri pantaloni impermeabili: traspiranti e resistenti all’acqua.
  • Giacca imbottita con cappuccio: ad alta capacità termica per il freddo estremo.
  • Pantaloni tecnici imbottiti: per la protezione completa contro pioggia e neve.
  • Maglia e sottopantaloni termici: comodi per il movimento.
  • Guanti leggeri e traspiranti: per giornate calde.
  • Guanti con fodera isolante: per le condizioni più fredde e ventose.
  • Cappello invernale: in lana o materiale sintetico.
  • Cappello da sole: per proteggere dal sole intenso.
  • Crema solare: grado 50 o superiore
  • Occhiali da sole con protezione UV: indispensabili per la forte radiazione solare ad alta quota.
  • Zaino da trekking: impermeabile e leggero, adatto per portare l’equipaggiamento necessario (consigliato 20 litri).
  • Sacco a pelo: classificato per temperature estremamente basse, fino a -20°C o inferiore.
  • Lampada frontale
  • Adattatore universale: per ricaricare il cellulare, macchina fotografica, ecc
  • Power bank: nei lodge ad alta quota non è garantita la presenza di corrente elettrica
  • Borraccia e thermos capienti: almeno 2 litri complessivi

Sei pronto?

Scarica la lista di controllo!

* E’ possibile comprare o noleggiare direttamente a Kathmandu l’eventuale equipaggiamento mancante.

F.A.Q. (Frequently Asked Questions)

A chi è adatto il trekking all’Everest Base Camp?

Il trekking all’Everest Base Camp è adatto a escursionisti adulti in buona salute, con spirito di adattamento e già abituati a camminare in montagna. Non servono esperienze precedenti in Himalaya né competenze alpinistiche, ma bisogna essere preparati a camminare per più giorni consecutivi e a trascorrere diversi giorni sopra i 4.000 metri.

Quanto è difficile il trekking all’Everest Base Camp?

Non presenta difficoltà alpinistiche o passaggi tecnici particolari: i sentieri sono generalmente ben tracciati e non sono necessarie corde, ramponi o tecniche di arrampicata nelle normali condizioni del trekking.

La difficoltà deriva soprattutto dalla quota, dalla durata del viaggio e dal susseguirsi di molti giorni di cammino. Il punto più alto è il Kala Patthar, a 5.644 metri.

Come posso prepararmi fisicamente?

Consigliamo di arrivare alla partenza abituati a escursioni di 6–8 ore, aumentando progressivamente distanza e dislivello nelle settimane precedenti. Sono particolarmente utili trekking con 800–1.200 metri di dislivello e attività cardiovascolare regolare.

Più della velocità conta la capacità di mantenere un passo costante per molte ore e recuperare bene per ripartire il giorno successivo.

Quanto si cammina ogni giorno?

La maggior parte delle giornate prevede circa 5–7 ore di cammino, generalmente per 10–15 km. Alcune tappe sono più lunghe, soprattutto durante la discesa.

In Himalaya i chilometri da soli dicono poco: quota, dislivello e terreno incidono molto più della distanza sulla fatica della giornata.

Come gestite l’acclimatamento all’alta quota?

Il nostro itinerario prevede due giornate dedicate all’acclimatamento. La prima è a Namche Bazaar, con un’escursione verso Khunde e Khumjung; la seconda è a Dingboche, con salita verso Chhukung.

Non sono giornate perse: salire durante il giorno e tornare a dormire più in basso aiuta il corpo ad adattarsi progressivamente. Solo dopo Dingboche superiamo stabilmente i 4.500 metri e raggiungiamo la Piramide Ev-K2-CNR prima di proseguire verso Gorak Shep e l’Everest Base Camp.

Come si riduce il rischio di mal di montagna?

La cosa più importante è salire gradualmente e rispettare i tempi di acclimatamento. Durante il trekking consigliamo di mantenere il proprio passo senza cercare di seguire quello degli altri, bere molta acqua, mangiare regolarmente ed evitare alcolici soprattutto salendo di quota.

Le nostre guide controllano quotidianamente le condizioni dei partecipanti. In caso di sintomi significativi la priorità non è raggiungere la tappa prevista, ma fermarsi o scendere di quota quando necessario.

Qual è la differenza tra Everest Base Camp e Kala Patthar?

L’Everest Base Camp si trova a 5.364 metri sul ghiacciaio del Khumbu ed è il punto da cui partono le spedizioni dirette alla cima dell’Everest. Da lì, però, la vista sulla montagna è parzialmente nascosta dalle cime circostanti.

Per vedere davvero l’Everest saliamo invece al Kala Patthar, a 5.644 metri. È il punto più alto del nostro trekking e offre uno dei panorami più celebri sull’Everest, insieme a Lhotse, Nuptse, Pumori e Ama Dablam.

Perché pernottate alla Piramide Ev-K2-CNR?

Prima di raggiungere Gorak Shep abbiamo scelto di trascorrere una notte alla Piramide, il laboratorio-osservatorio internazionale costruito nel 1990 dal CNR italiano nella valle del Khumbu a circa 5.050 metri.

È una tappa poco comune nei normali programmi per l’Everest Base Camp e per noi ha anche un significato particolare: permette di conoscere uno dei progetti scientifici italiani più importanti realizzati in Himalaya e di trascorrere un’ulteriore notte in quota prima di raggiungere il Campo Base.

Qual è il periodo migliore per andare all’Everest Base Camp?

Le stagioni che consigliamo sono la primavera, soprattutto tra aprile e maggio, e l’autunno, tra fine ottobre e novembre. Sono normalmente i periodi più favorevoli per stabilità del tempo e visibilità sulle montagne.

In inverno il trekking rimane possibile, ma le temperature diventano molto più rigide e la neve può complicare il percorso. Durante il monsone, invece, pioggia e nuvole rendono meno favorevoli sia il trekking sia i voli per Lukla.

In che lingua parla la guida?

La lingua inglese è sempre garantita. Su questo itinerario il gruppo è seguito da Bibi, socio nepalese di Himalaya Exped e guida locale certificata, che parla sia italiano sia inglese.
L’accompagnamento in italiano è quindi garantito per tutta la durata del trekking.

Da dove parte il volo per Lukla?

I voli per Lukla possono partire da Kathmandu oppure dall’aeroporto di Manthali, a Ramechhap, in base all’operatività prevista nella stagione del viaggio.

Quando si vola da Manthali organizziamo anche il trasferimento da Kathmandu. Tutti i voli A/R per Lukla e i relativi trasferimenti previsti dal programma sono inclusi nel viaggio.

Cosa succede se il volo per Lukla viene cancellato?

L’aeroporto di Lukla opera in ambiente montano e i voli dipendono fortemente dalle condizioni meteorologiche e dalla visibilità. Ritardi e cancellazioni fanno quindi parte delle possibilità da considerare quando si organizza un trekking nella regione dell’Everest.

Per questo il nostro programma prevede una giornata di riserva a Kathmandu alla fine del viaggio. In caso di cancellazione lavoriamo insieme alla compagnia aerea e alle nostre guide per riorganizzare il trasferimento e adattare il programma nel modo migliore possibile.

Perché il trekking all’Everest Base Camp costa più di molti altri trekking in Nepal?

Una parte importante del costo è legata ai voli A/R per Lukla, necessari per raggiungere la valle del Khumbu. Anche lodge, trasporto delle merci e servizi diventano progressivamente più costosi salendo di quota perché quasi tutto deve essere trasportato in montagna via aerea, con animali da soma o a piedi.

Nel prezzo del nostro viaggio sono già inclusi voli per Lukla, lodge, colazioni, guida, portatori, permessi e trasferimenti previsti dal programma.

Servono una guida e dei permessi particolari?

Sì. Per il trekking all’Everest Base Camp sono necessari la TIMS Card e il permesso di ingresso nel Parco Nazionale di Sagarmatha. Le disposizioni nepalesi prevedono inoltre l’accompagnamento di una guida autorizzata lungo questo itinerario.
Himalaya Exped organizza direttamente tutti i permessi prima dell’inizio del trekking.

Serve un’assicurazione specifica?

Sì. Chiediamo a tutti i partecipanti di avere un’assicurazione di viaggio che copra trekking e soccorso in alta quota oltre i 5.000 metri, comprese le eventuali spese mediche e l’evacuazione d’emergenza in elicottero.

È importante controllare attentamente il limite di quota previsto dalla propria polizza: una normale assicurazione di viaggio può non essere sufficiente per un itinerario che raggiunge i 5.644 metri.

Come viene trasportato il bagaglio durante il trekking?

A Kathmandu ti consegneremo un borsone da affidare ai portatori. Prevediamo normalmente un portatore ogni due partecipanti, con un massimo di 13 kg di bagaglio personale per persona. Il borsone viene trasportato fino alla tappa successiva e sarà nuovamente disponibile una volta arrivati al lodge.

Non voglio utilizzare un portatore perché ho paura di sfruttarlo. È davvero necessario?

È un dubbio che comprendiamo, ma il problema non è utilizzare i portatori: è il modo in cui vengono trattati. Il lavoro come portatore o guida rappresenta per molte famiglie delle regioni di montagna una delle poche opportunità di reddito legate al turismo e rinunciare per principio al loro lavoro non significa necessariamente aiutarle.

Per Himalaya Exped i portatori fanno parte della squadra. Lavoriamo con persone locali, garantiamo condizioni di lavoro dignitose, assicurazione durante il trekking e limiti precisi al peso trasportato. Prevediamo normalmente un portatore ogni due partecipanti e un massimo di 13 kg di bagaglio personale per ciascun viaggiatore.

Il turismo responsabile, per noi, non significa togliere lavoro alle comunità locali, ma assicurarsi che quel lavoro venga svolto con dignità, in sicurezza e retribuito correttamente.

Che zaino devo portare durante il giorno?

Durante il trekking porterai soltanto uno zaino leggero, indicativamente da 20–25 litri, con ciò che può servirti durante la giornata: acqua, giacca impermeabile, uno strato caldo, crema solare, occhiali, documenti, macchina fotografica e piccoli effetti personali.
Il resto dell’equipaggiamento viaggia nel borsone affidato ai portatori.

Dove posso lasciare la valigia che uso per il volo internazionale?

Tutto ciò che non serve durante il trekking può essere lasciato in sicurezza presso l’hotel a Kathmandu e recuperato al rientro.
Per il volo verso Lukla il limite previsto dal nostro programma è di 13 kg di bagaglio: durante il trekking è quindi sufficiente avere il borsone e il piccolo zaino giornaliero.

Dove si dorme? C’è il bagno in camera?

Durante il trekking dormiamo nelle tea house e nei lodge dei villaggi, generalmente in camere doppie semplici ma confortevoli.
A Lukla, Phakding e Namche è più facile trovare camere con bagno privato. Salendo verso Tengboche, Dingboche, Piramide e Gorak Shep le strutture diventano più essenziali e il bagno condiviso è molto più frequente. Le nostre guide cercano sempre di scegliere la migliore sistemazione disponibile, ma il bagno privato non può essere garantito in tutte le tappe.

Le camere normalmente non sono riscaldate; nei lodge viene invece spesso riscaldata la sala da pranzo comune. A Kathmandu pernottiamo in hotel 3 stelle in camera doppia con bagno privato e prima colazione.

È necessario portare un sacco a pelo?

Sì. In alta quota le camere non sono riscaldate e durante la notte può fare molto freddo. Consigliamo un sacco a pelo con temperatura comfort di circa -20 °C.

Se non ne possiedi uno adatto alle condizioni dell’Himalaya, puoi noleggiarlo a Kathmandu prima della partenza.

Dove si prende l’acqua da bere durante il trekking?

Himalaya Exped fornisce ogni mattina 2 litri di acqua potabile per partecipante, da portare nella propria borraccia o thermos. Nei lodge è normalmente possibile acquistare altra acqua bollita o imbottigliata.

L’acqua proveniente direttamente da rubinetti, fontane o corsi d’acqua non va bevuta senza essere prima bollita, filtrata o trattata con un prodotto per la potabilizzazione.

Cosa si mangia durante il trekking?

Nei lodge si trova una cucina semplice ma abbastanza varia. Il piatto nepalese più diffuso è il Dal Bhat, composto da riso, zuppa di lenticchie, verdure e curry, particolarmente adatto alle giornate di trekking.

Sono comuni anche noodles, zuppe, riso fritto, patate, pasta, uova, momo e piatti vegetariani. Salendo di quota la scelta si riduce e i prezzi aumentano perché tutte le merci devono essere trasportate lungo la valle.

Le nostre guide tendono a consigliare piatti semplici e, nei lodge più isolati, spesso anche vegetariani, soprattutto quando non è possibile essere certi della corretta conservazione della carne.

Devo portare barrette o integratori energetici?

Non sono indispensabili, ma può essere utile avere qualche barretta, frutta secca o integratore che si è già abituati a utilizzare durante le escursioni.

Consigliamo soprattutto di portare prodotti che sai di tollerare bene, evitando di sperimentare alimenti o integratori nuovi durante il trekking.

Che temperature troverò durante il trekking all’Everest Base Camp?

Le temperature cambiano molto con la quota e con il periodo dell’anno. Nelle prime tappe tra Lukla, Phakding e Namche le giornate possono essere relativamente miti, mentre sopra i 4.000 metri il freddo diventa progressivamente più intenso.

A Dingboche, Piramide e Gorak Shep è normale trovare temperature sotto lo zero durante la notte e nelle prime ore del mattino. La salita al Kala Patthar parte molto presto e può essere uno dei momenti più freddi dell’intero viaggio, soprattutto in presenza di vento.

Durante il giorno, con il sole, la temperatura percepita può invece essere sorprendentemente piacevole. È quindi fondamentale vestirsi a strati e avere sempre con sé uno strato caldo e una protezione dal vento.

Posso ricaricare telefono, macchina fotografica, ecc. durante il trekking?

Sì. Nella maggior parte dei lodge è possibile ricaricare telefoni, fotocamere e altri dispositivi elettronici. Nelle tappe più basse può essere gratuito, mentre salendo di quota viene normalmente richiesto un supplemento.

Consigliamo comunque una power bank capiente. Sopra Dingboche la disponibilità di energia diventa più limitata e il freddo riduce sensibilmente la durata delle batterie.

Durante il trekking c’è campo per il telefono e si trova il Wi-Fi?

Nella parte bassa della valle e nelle località principali la copertura telefonica è generalmente disponibile, ma diventa più irregolare man mano che si sale verso l’Everest Base Camp.

Consigliamo di acquistare a Kathmandu una SIM nepalese; Nepal Telecom (NTC) dispone di copertura nella regione dell’Everest. In alta quota, però, non bisogna fare affidamento soltanto sulla rete mobile.

Lungo gran parte del percorso è disponibile anche Everest Link, una rete Wi-Fi dedicata alla regione che dispone di hotspot in località come Lukla, Namche Bazaar, Tengboche, Dingboche, Lobuche, Gorak Shep e perfino Everest Base Camp. Il servizio è normalmente a pagamento.

Anche sull’Everest è comunque normale trascorrere periodi senza una connessione stabile: consigliamo quindi di scaricare prima della partenza mappe, documenti e tutto ciò che può essere utile offline.

Servono vaccinazioni particolari per andare in Nepal?

Per chi arriva dall’Italia non sono normalmente previste vaccinazioni obbligatorie per entrare in Nepal, salvo casi particolari legati alla provenienza o al transito da Paesi a rischio di febbre gialla.

È comunque consigliabile essere in regola con le vaccinazioni di routine e valutare con il proprio medico o con un centro di medicina dei viaggi quelle consigliate per il Nepal, come epatite A e tifo, in base al proprio stato di salute e al tipo di viaggio.